CIAO CLERMONT

logo_asmEccoci a raccontare il resto di questa tre giorni a Clermont. Sabato mattina veniamo sorpresi da un sole accecante accompagnato da un vento fortissimo. I francesi non ci illudono, per il pomeriggio è previsto brutto tempo. Alla fine non pioverà, ma niente sole. I ragazzi ci attendono al campo accompagnati dalle famiglie ospitanti. Allenamento al mattino, quadrangolare al pomeriggio. Io riesco a strappare un passaggio per visitare il centro di Clermont e mi perdo la sessione mattutina. Al pomeriggio tutti pronti per le partite con altre due squadre francesi.

I nostri under 9 e under 11 giocano mischiati, l’Under 13 ha tre prestiti dal Clermont. I nostri ragazzi si divertono, giocano, a volte subiscono la maggiore intensità dei piccoli francesi ma alla fine sono terzi in tutte le categorie, ma a dire la verità il risultato delle partite conta poco. Momenti di paura quando il nostro Filippo Canciani Under 13, coraggiosissimo come sempre, viene travolto da una ruck e prende un colpo alla schiena. Solo una contrattura, che però gli vale una visita al pronto soccorso e un bello spavento. Jacopo invece rimedia un bell’occhio nero!

La  due giorni di rugby condivisa con i pari età d’Oltralpe ha entusiasmato tutti. Allenatori francesi e monzesi si sono confrontati sul campo provando esercizi, spiegando gli obiettivi, condividendo le metodologia. Fatica dei ragazzi tantissima, ma la soddisfazione ed il divertimento hanno cancellato tutto. A Clermont il rugby scorre nelle vene e vedere i nostri ragazzi giocare con la maglia della squadra di casa e scambiarsi suggerimenti con i ragazzi francesi (in che lingua non ci è dato sapere) è stato uno spettacolo indimenticabile. L’ospitalità e la disponibilità dei dirigenti del Clermont ci sorprende ogni volta e ci fa sentire a casa.

Sabato sera cuciniamo noi e la serata  prosegue con scambio di ringraziamenti da entrambe le parti:  abbiamo tanti progetti che vogliamo realizzare insieme e ci diamo appuntamento ad aprile a Monza.

Il presidente si alza e inizia a sparecchiare, sì è fatto tardi. Tutti abbandoniamo il nostro posto e lo aiutiamo, come a casa di amici alla fine di una festa.

Domenica mattina i saluti, gli arrivederci a Monza, le strette di mano, i baci sulla guancia che ci hanno fatto sorridere (ma questa storia ve la racconterò un’altra volta) e la consapevolezza di avere fatto la cosa giusta per i nostri ragazzi.