La sconfitta viene da un cattivo allenamento, se non placchi in allenamento, non placchi nemmeno in partita.

MORISIMetti una serata con una giovane giocatore della Nazionale ed eccoci tutti lì stipati nella nostra Club House ad ascoltare le parole di Luca Morisi che a soli ventitre anni si è già tolto molte soddisfazioni ed ha delle splendide esperienze da raccontare ai nostri ragazzi.

E’ arrivato verso le 19,15 poi si è intrufolato nello spogliatoio della under12 a salutare il suo amico Filippo Canciani e da lì è uscito solo dopo aver firmato di tutto: maglie, scarpe, felpe…

Il terzo tempo si consuma in fretta, Luca preferisce sedersi insieme ai ragazzi e sorride paziente davanti all’esuberanza dei suoi vicini di tavolo. Poi è il momento di qualche domanda. Il nostro allenatore della Under 14 Stefano si improvvisa intervistatore ed è subito silenzio.

Domanda: quando hai iniziato a giocare a rugby? e dove?

Luca: ho iniziato alla ASR Milano, mio padre era un rugbista e a otto anni mi ha avvicinato a questo sport, ne avevo provati già altri, ma questo mi è piaciuto di più e non ho più smesso. Da grande, dopo l’ASR ho giocato nella Grande Milano e adesso gioco a Treviso. Ci si allena molto tra campo e palestra e la determinazione e la voglia sono fondamentali.

DOmanda:  Come sì è sviluppata la tua “carriera” rugbistica?

Luca: crescendo ho iniziato ad essere convocato alle selezioni regionali fino ad arrivare alla possibilità di trasferirmi a Tirrenia. Ma i miei genitori non erano molto d’accordo.

Domanda: Come mai i tuoi non erano molto d’accordo? Tuo papà è un rugbista…

Luca: Lo studio è importante, ed io l’ho trascurato ed ho perso degli anni, adesso sono indietro con l’Università. Ragazzi, lo studio è importante, è la prima cosa, se siete forti la Federazione vi saprà aspettare, non trascurate lo studio, come ho fatto io. (Luca è comunque al secondo anno di Scienze Motorie ndr)

Domanda: Quando hai capito che il rugby sarebbe potuto diventare la tua “professione”?

Luca: Quando sono stato convocato a Tirrenia.

Domanda: la tua prima maglia della Nazionale a che età l’hai indossata?

Luca: a sedici anni, sono stato convocato nella Nazionale under 17. ( Brusio dei ragazzi, 16 anni?!?! ndr )

Domanda: E giocare nella Nazionale con Parisse, Castrogiovanni…?

Luca: Le prime volte fanno apposta a metterti a disagio, ma lo fanno per scherzare, in realtà sono tutti molto simpatici. Ho esordito dalla panchina, bruttissimo, e sono entrato nel secondo tempo, giocavamo contro l’Inghilterra all’Olimpico, mischia a loro favore, nei nostri ventidue… pensi di tutto e di più ma una volta in campo bastano pochi secondi e passa. Giocare contro dei miti del rugby è emozionante, le prime volte entri un po’ contratto, poi al primo placcaggio, soprattutto se sbagliato, ritorni alla realtà e giochi dimenticandoti di tutto.

Domanda: Come ti è arrivata la convocazione?

Luca: via mail, è arrivata a mia mamma. Luca, mi ha detto, vieni a leggere, non si può descrivere cosa ho provato…

Domanda: quanto conta il fisico?

Luca: conta, ma devi essere bravo, devi imparare la  tecnica, per quanto tu possa essere grosso, state certi che prima o poi qualcuno più grosso di voi lo troverete.

Domanda: come si gestisce  una sconfitta? L’Italia ne subisce tante…

Luca: la si dimentica subito e si ritorna a lavorare. La sconfitta viene da un cattivo allenamento, se non placchi in allenamento, non placchi nemmeno in partita.

Domanda: non ti pesano i sacrifici che fai per giocare ad alto livello, andare a letto presto quando magari i tuoi amici escono….

Luca: non sono mai stato un gran festaiolo, lo sono diventato da quando gioco a rugby… e poi i miei amici sono quelli con cui gioco a rugby …

Domanda: come deve essere un allenatore per coinvolgerti ed appassionarti?

Luca: il mio primo allenatore è stato mio padre, ma poi ne ho avuto tanti di altissimo livello, ma non è tanto quello che conta, quanto il fatto che ti facciano sentire come a casa, come se fossero dei secondi papà …

domanda: quante volte ti sei fatto male?

Luca: gli infortuni fanno parte del gioco, io mi sono rotto la gamba due volte, una giocando a calcetto, ma poi si recupera e si diventa più forti di prima.

L’intervista si conclude qui, ma c’è tempo ancora per fare foto con tutti e firmare qualche autografo. Tra dieci giorni ripartirà per Treviso e ricomincerà ad allenarsi con la sua squadra.

RIngraziamo Luca per questa bellissima serata e gli facciamo un grande in bocca al lupo perchè possa recuperare il suo infortunio al più presto.

Ringraziamo anche la famiglia Canciani che ci ha dato l’opportunità di averlo con noi.

A seguire la presentazione della nostra Accademia da parte dei nostri Direttori Tecnici Alex Geddo e Gege Malossi per chi vuole, migliorandosi, divertirsi ancora di più con il rugby e … non smettere di sognare.