CECILIA, IL NOSTRO VICE CAPITANO CAMPIONE D’ITALIA

ceciliaLunedì 2 giugno, sono passati meno di due giorni dalla straodinaria finale scudetto e abbiamo chiesto a Cecilia di raccontarci qualcosa di sè e di questa stagione fantastica che nessuno potrà dimenticare. Cecilia è vice capitano da tre anni e al suo decimo anno da Ringhio. Non sa dire esattamente cosa significhi essere campioni d’Italia perchè ancora deve rendersene conto davvero, tra festeggiamenti, sorrisi stampati in faccia che non vogliono andarsene e molte lacrime di emozione per il raggiungimento di un obiettivo che per tanti anni è stato lì ad una distanza tanto breve, quanto apparentemente incolmabile.

“E’ stata una grande soddisfazione per tutti e nessuno ha resistito alla emozione della vittoria. Da Alex Geddo che finalmente si è lasciato andare e ha abbracciato tutti, a Matteo e Samantha che non hanno nascosto la loro commozione dietro gli occhiali da sole come Ale…”

Cosa significa essere vice capitano?“Con Silvia come capitano è tutto molto facile, le responsabilità arrivano quando lei non c’è per gli impegni con la Nazionale. Allora tante ragazze mancano, ci si distrae un po’ con il campionato fermo ed è compito mio tenere focalizzata la squadra sull’obiettivo durante gli allenamenti e mantenere alta la motivazione. Poi io gioco in prima linea e spetta a me fare la “testa” della mischia, mantenere ordine e comunicare, cosa che Silvia non può fare dalla sua posizione.”

Cosa è cambiato quest’anno rispetto agli anni scorsi?

” All’inizio di ogni stagione siamo sempre partite motivate e con la convinzione di poter arrivare in fondo. Poi ci mancava sempre qualcosa. Quest’anno il nostro staff tecnico ci ha chiesto grandi sacrifici e noi ci siamo messe in gioco. Nella preparazione atletica le cose sono decisamente cambiate e in finale si è visto il miglioramento che è stato fatto grazie a Matteo. Poi anche le nostre qualità tecniche sono migliorate, soprattuto per quello che riguarda la mischia che abbiamo allenato molto meglio, e poi i vari reparti hanno imparato a comunicare in modo più efficace e le dinamiche di gruppo sono cambiate grazie all’approccio molto professionale dei nostri tecnici.
Siamo state più squadra, ogni errore individuale è stato superato grazie al gruppo e questo ci ha reso più sicure.

Negli anni passati abbiamo sempre avuto un complesso di inferiorità nei confronti delle squadre venete, quest’anno no. Eravamo più sicure dei nostri mezzi. Le partite dei play off e la semifinale  contro squadre inferiori a noi sono state giocate sempre in attacco, così Geddo negli allenamenti di avvicinamento alla finale ci ha allenato molto sulla difesa, consapevole che contro il Riviera sarebbe stata tutta un’altra storia e si è visto. Fin dai primi minuti siamo state efficaci e abbiamo messo loro pressione.

Come è stato il viaggio di andata verso Mantova?

” Io ho cercato di pensare ad altro, ci siamo raccontate i sogni assurdi che abbiamo fatto in questi ultimi giorni, cercando di stemperare la tensione, e di tensione ce ne era parecchia…”

Cosa hai pensato quando siete andate sotto 7 a 12?

“Ho pensato che comunque ce la potevamo fare. Il fatto di avere segnato noi la prima meta ci aveva dato sicurezza, era solo un momento, noi eravamo più forti e dovevamo tornare a fare meta subito e così è stato. ”

Sul 22 a 12 aspettavi che finisse?

“No, non aspettavo che finisse, poi quando è uscita Maria per infortunio, mi è stato chiesto di giocare in seconda linea, cosa che non facevo da due anni, ma ce l’ho fatta, ero troppo carica. Dovevamo segnare ancora, dopo tanti anni di sconfitte, stavamo vincendo noi e volevamo che il distacco fosse il più largo possibile…”

E adesso come afronterai la prossima stagione?

“Con le stesse ambizioni di sempre, ma questa volta con l’orgoglio di avere una stellina sulla maglia.”

Ringrazio Cecilia e ci salutiamo, anche se per telefono,  si “vede” che continua a sorridere ….