I tecnici campioni d’Italia, parte seconda

allenatoriSamantha Grieco, Sam, ex giocatrice, si è appassionata al ruolo di allenatore da qualche anno ed ha vissuto da vicino questa vittoria anche se durante l’anno è stata spesso impegnata con le ragazze di Coppa Italia. Emozionata e felice dopo la vittoria, ci racconta come è stata la sua finale scudetto.

“Il viaggio in pullman prevede sempre che ognuna abbia il suo posto e anche in questa occasione, io ero al mio posto.Ho cercato di stemperare la tensione ascoltando un po’ di musica ma il pensiero era fisso al fischio d’inizio della partita. Ho osservato le facce delle ragazze, una ad una ed ho letto la determinazione nei loro visi e la voglia di portarsi a casa questa partita anzi La partita, la giusta tensione la giusta ansia

Cosa ha fatto la differenza tra noi e loro ?

“Lo scudetto ! A parte gli scherzi, noi ci abbiamo creduto dall’inizio alla fine e nell’ultimo quarto noi ne avevamo di più e lo abbiamo dimostrato fino al fischio finale. Credo che il collettivo abbia fatto la differenza e la serenità di affrontare la partita sapendo di non avere niente da perdere

E quando siete andati in svantaggio?

“Ho pensato che comunque eravamo lì, e le ragazze erano pronte ad accelerare, non hanno mai abbassato la testa, sono andate avanti fino alla rimonta e non si sono fermate, hanno continuato ad avanzare, sostenere, pressare. Certo un po’ di preoccupazione c’era, ma sono stata piacevolmente smentita dalle ragazze.

Quale credi sia stato il tuo contributo maggiore a questa squadra?

Il mio contributo a questa squadra parte da un po’ più lontano. Sono stata una delle prime giocatrici, negli ultimi 12 anni ci sono sempre stata e ci ho creduto sempre, nonostante i numeri e nonostante le difficoltà. Sono stata il primo capitano, ho pianto, riso, festeggiato e sofferto con loro o almeno con alcune di loro, visto il ricambio che c’è stato negli ultimi anni. Quest’anno il contributo maggiore me lo hanno dato loro insieme al meraviglioso staff con cui ho avuto l’onore e la fortuna di poter lavorare. Dal canto mio ho cercato di esserci sempre e di regalare un po’ della mia esperienza alle ragazze ma soprattutto ho cercato di mettere in pratica tutto ciò che ho imparato e sto imparando nel mio percorso formativo.

Le ragazze mi hanno regalato quello che aspettavo e che ho sognato per 30anni…… LO SCUDETTO.

Naturalmente un grazie speciale va alla società che mi ha dato la possibilità di poter lavorare con le ragazze e di poter far parte dello staff.”

Alessandro Cuomo, ex giocatore di serie A, ora allenatore l’ultimo compagno di viaggio di questa avventura indimenticabile. Naturalmente teso durante tutta la partita, felicissimo poi, nascosto dietro gli occhiali da sole anche dopo il tramonto.

“In pullman verso Mantova cercavo di tranquillizzare le ragazze. Da giocatore ho vissuto diverse volte quei momenti e conosco perfettamente le sensazioni che si provano.  Da allenatore in effetti senti meno la pressione.

Cosa ha fatto la differenza tra noi e loro ?

“A mio parere noi ci abbiamo messo il cuore, e la consapevolezza di propri mezzi. Secondo me la svolta c’è stata nell’ultima partita di campionato quando abbiamo battuto il Valsugana 60 a 0. In generale noi siamo stati migliori nel gioco alla mano, abbiamo manifestato la nostra superiorità fisica,e poi anche nei punti di incontro siamo stati più forti di loro.

Cosa hai pensato quando siete andati in svantaggio?

“Parolacce… Avevamo perso la calma, poi abbiamo ripreso le file del gioco e ci siamo ripresi.”

Quale credi sia stato il tuo contributo maggiore a questa squadra.

“Innanzitutto ho instaurato un bel rapporto con le ragazze, molte delle quali conoscevo già dalla League. Alex mi ha esposto il piano di gioco ed io l’ho supportato, io ho allenato soprattutto i tre quarti.  E poi credo di avere insegnato a Sara Trilli a calciare…. “

Si concludono così i ricordi dei nostri tecnici, a Mantova si è giocata la partita dell’anno e noi l’abbiamo vinta.