Old rugby, si inizia così…

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Mercoledì sera ho fatto quest’esperienza, che cercherò nel possibile e nei limiti delle mia capacità espositive di raccontarvi e trasmettervi. Sono stato invitato da un amico ad andare a provare a giocare nella squadra “OLD” del rugby Monza (over 35). Vi risparmio la genesi anteriore alla scelta di andare o la cronaca di questa serata, passo perciò direttamente alla sostanza di quello che mi è successo. Dopo circa un’ora di partitella di riscaldamento a “touch”, flessioni, allunghi, ecc ecc c’è stata una partita 15 contro 15….io mi sono trincerato fin dall’inizio dietro la scusa che non conoscevo le regole, i termini, il gioco e restavo laterale, pur comunque correndo su e giù, ma mai spunti o slanci, stampandomi sulla faccia un finto sorriso di circostanza…..

Poi mi sono domandato, ma che diavolo ci faccio qua? In mezzo a gente che non conosco? Giocando un gioco che non conosco? Senza fare alla fine niente neanche del vero movimento?

Bene, mentre facevo questo pensiero e mi rendevo conto della mia totale ipocrisia, mi sono ritrovato, seguendo il gioco, la squadra che saliva e la palla in mano. Bang è arrivata una bella gomitata sulla faccia. Mi sono subito ripreso accusando la criccata, ma due secondi dopo ancora un’altra palla….giù a terra steso placcato. Poi ancora un pallone e di nuovo giù… Poi, POI ho cercato io la mischia, mi sono buttato in mezzo, rivolevo inconsapevolmente quella palla. E allora arriva un’altra palla, stavolta prima uno mi placca, poi un altro che mi placcava a sinistra ma le mie gambe hanno fatto due metri avantiiiii… Poi ho sentito una morsa sulle gambe e di nuovo giù a terra.

Erano anni che non giocavo più un gioco di squadra, erano anni che non le prendevo, erano anni che non sentivo così drammatica la voglia di rimettermi in gioco. Non so se tra dieci anni capirò mai come si gioca a rugby, ho capito che bisogna in tutti i casi stare sempre dietro alla palla sia che attacchi sia che difendi……ora il difficile è che devo capire dove sta la palla!!!!! È Questa la mia metafora oggi. La (mia) vita è la palla. Devo imparare a seguirla nel bene e nel male (in attacco o in difesa) ma l’importante è “NON PERDERLA DI VISTA”!!!

Luca Loffredo